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venerdì 28 febbraio 2014

la weltanschauung dell'uomo di sinistra

La weltanschauung (bisogna usare il termine appropriato, seppure evidentemente obsoleto) dell’elettore di sinistra italiano è sottoposta negli ultimi giorni a un trattamento tipo montagne russe.

mercoledì 26 febbraio 2014

la vita è tutta un quiz


È il format della ruota della fortuna. Renzi da la risposta esatta a tutte le domande. Il cuneo fiscale?

la stretta di mano



Probabilmente la scena che più avrà colpito l'elettore di sinistra in questa due giorni di votazioni è la stretta di mano fra Renzi e Verdini, che in verità è stata più di una stretta di mano.

martedì 25 febbraio 2014

l'incontentabile

Dichiara Verdini: "A Berlusconi serve uno come Renzi". Evidentemente non si accontenta. Non gli basta averne uno.

voto di fiducia



Sembra che i più stretti collaboratori di Berlusconi lo abbiano trattenuto a forza per impedirgli di votare la fiducia al nuovo esecutivo. Un deputato a lui molto vicino, sotto promessa dell’anonimato, ha precisato puntando entrambi gli indici che è stata dura convincerlo che la lista dei ministri non l’aveva scritta lui.

sabato 22 febbraio 2014

la meritocrazia nella terza repubblica

Se la meritocrazia doveva essere una linea-guida del nuovo governo e se questo è un governo meritocratico, allora i governi democristiani erano molto meritocratici.

ne resterà soltanto una

Ne resterà soltanto uno. Tra le sue tante fantasiose previsioni, almeno questa Grillo l'ha quasi indovinata. In effetti, prima seconda o terza repubblica, in Italia ne resterà soltanto una, la Democrazia Cristiana.

domenica 16 febbraio 2014

l'approdo naturale

Chi meglio di Renzi può rappresentare l'Italia? In un paese nel quale chi la spara più grossa fa il pieno dei consensi, dal milione di posti di lavoro al milione di fucili, passando per i mille euro per tutti del signor Bonaventura Grillo, è chiaro che uno come Renzi che le spara a raffica sia l'approdo naturale.

sabato 15 febbraio 2014

la maggioranza antiberlusconiana

Secondo qualcuno la manovra di Renzi equivarrebbe a un suicidio politico. Questo sarebbe vero in Gran Bretagna, in Germania o altrove, ma in Italia, dove la maggioranza antiberlusconiana del paese è a sua volta costituita da una maggioranza berlusconiana, vale il discorso contrario: non suicidio, ma nascita di un nuovo leader politico.