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lunedì 21 aprile 2014

Dal Vangelo secondo Casaleggio

(che, anche se rilascia interviste e detta la linea politica, non è un leader, poiché nel programma del M5S i leader non solo non dovrebbero avere ragione di esistere
ma anzi “sarebbero pure passabili di trattamento sanitario obbligatorio", cit. Siamo in guerra).
Il Garante, a differenza del capo di un partito (il PD, tanto per fare un esempio a caso) garantisce soltanto se l’eletto del movimento agisce secondo gli impegni presi. In caso contrario, la responsabilità è individuale. In altri termini, è un garante che non garantisce il debitore insolvente.
Se un politico non adempie agli impegni presi con gli elettori in tempi certi significa che è scorretto. Se i leader del M5S invece non adottano la piattaforma digitale annunciata per un anno fa è perché ci stanno ancora lavorando.
Per gli altri partiti la critica è sempre politica, per il M5S invece c’è la critica politica, ma più spesso c’è la diffamazione.
Con la sua politica degli annunci Renzi può essere considerato un clone di Berlusconi; col marchio proprietario, invece, Grillo si pone agli antipodi del modello padronale berlusconiano.
Se un politico non risponde a tutto, o non risponde sempre a modo, è inaffidabile; se i due leader del M5S, invece, non rispondono è perché intuiscono la malafede del giornalista. Oppure, semplicemente, perché possono permettersi di avere un brutto carattere.
Non possiamo ancora dire con precisione in cosa consista la web-democracy di Casaleggio, ma si profila comunque come qualcosa di piuttosto singolare.


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