.

.

giovedì 22 maggio 2014

Casaleggio e il fronte inglese



Le verità diffuse dai politici a scoppio ritardato non costituiscono una novità.
Oggi per esempio Maroni ricorda dopo più di dieci anni di avere avvertito Scajola del pericolo che correva Biagi. Ieri invece Casaleggio
ricorda di quando più di un anno fa l’ambasciatore inglese gli propose un incontro con Letta e qualcun altro chiese a lui e a Grillo cosa ne pensassero di un secondo mandato di Napolitano al Quirinale.
Si può capire che non abbiano detto nulla il giorno dopo. Come neofiti della politica potevano anche dubitare del significato di quella proposta e di quella domanda, per cui a parlarne pubblicamente può esser sembrato loro di rischiare una gaffe istituzionale.
Quello che invece non si capisce, anche alla luce della tanto sbandierata trasparenza e dell'annunciata nuova politica, è perché non abbiano detto niente quando poi Letta ha ricevuto l’incarico e Napolitano è stato riproposto.
Avrebbe avuto una carattere ben più dirompente denunciare queste cose allora. Per quale motivo non lo hanno fatto? 
Forse perché si sarebbe potuto rinfacciar loro di non aver mosso un dito per evitare la rielezione di Napolitano pur essendone al corrente da prima? 
Oppure, forse, perché la nuova politica non è poi così diversa dalla vecchia?
Sfortunatamente anche i bravi giornalisti non fanno mai le domande che verrebbe spontaneo fare.

Nessun commento:

Posta un commento