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mercoledì 28 maggio 2014

I pensionati e il pensionato Grillo

In questa campagna elettorale Renzi entra da “ebetino” e ne esce, come si presagiva in un post di qualche giorno fa, da statista; Grillo vi entra da pontefice massimo
e ne esce da comune peccatore.
A leggere i commenti del giorno dopo, sembrerebbe che tutto si riduca a una questione di comunicazione. Gli esperti in materia, compresi i non pochi che fino a domenica mattina avevano giudicato eccellente la comunicazione di Grillo, scrivono che i suoi toni aspri hanno messo paura.
Certamente questo continuo evocare campi di concentramento e lupare non deve essere sembrato a molti il miglior viatico per il cambiamento, ma tali analisi tralasciano un aspetto ben più importante. Ancor prima della comunicazione, che peraltro è stata la stessa della campagna elettorale per le precedenti politiche, è mancata al M5S l’azione politica concreta. La presa del M5S è venuta meno non in campagna elettorale, ma alla prova dei fatti in parlamento.
Grillo dovrebbe probabilmente ringraziare il verdetto delle urne che lo ha fermato un attimo prima del delirio e gli offre oggi l’occasione di cambiare registro, di mettere da parte il ruolo di comico-politico e fare solo il politico.
In verità, questa occasione già una volta l’ha avuta, all’indomani delle elezioni politiche. Perché quando otto milioni di persone delegano qualcuno a rappresentarli, non lo fanno per vederlo correre mascherato sulla spiaggia, ma affinché avanzi proposte concrete e soprattutto batta tutte le strade percorribili per realizzarle. Dopo averti consegnato un tale bottino di voti, l’elettore si aspetta che tu in qualche modo li faccia fruttare. Di certo il disoccupato e l’imprenditore in difficoltà non si offendono né se la prendono a male se per portare a casa dei risultati fai un accordo o un compromesso con qualcuno.
Se la precedente occasione l’ha buttata a mare, proprio in senso letterale, questa volta, invece… sembra intenzionato a fare lo stesso. Il dubbio, che a questo punto è più di un dubbio, è che Grillo semplicemente non disponga di altri registri. Per lui si danno solo il bianco e il nero, non esistono vie di mezzo, ed è veramente difficile immaginare come con un tale atteggiamento si possa fare politica, cioè trovare compromessi e punti di incontro con chi ha idee diverse dalle tue.
Più che con l’intera categoria, dunque, Grillo farebbe bene adesso a prendersela con un solo pensionato, cioè se stesso.

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