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giovedì 8 maggio 2014

il povero Scajola

La caduta di un potente è uno di quegli spettacoli che suscitano da sempre l’esultanza popolare. Ancora di più, comprensibilmente, nell’Italia di oggi. E a maggior ragione nel caso di un politico come Scajola,
che non sempre ha agito nella piena consapevolezza delle cose. Non c’è bisogno di scomodare i sondaggisti per affermare che chiamate a esprimere un parere, la maggior parte delle persone risponderebbe: buttate la chiave e non se ne parla più.
Eppure, il povero Scajola, che non aveva ancora fatto in tempo a recuperare il suo onore e già lo vede di nuovo messo pericolosamente in discussione, merita anche un po’ di compassione, se non di ammirazione. Non tanto per l’espressione seria e compunta, simile a quella di un personaggio del bravo Toni Servillo, con la quale si dirige insieme al carabiniere verso il suo nuovo domicilio, ma per le tante fatiche sopportate. Veramente, niente come la politica in Italia ti mette così a dura prova e ti espone a rischi di ogni tipo: chi insiste per farti un porto sotto casa, chi la casa trova il modo di appioppartela, e ora si scopre che c’è chi ti chiede pure di organizzargli il viaggio…

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