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giovedì 8 maggio 2014

il progresso secondo Briatore




All’Università Bocconi di Milano invitano Briatore a tenere una lezione. Briatore è un manager di successo, alla Bocconi aspirano a creare manager di successo: dunque ci può stare. Un moralista
potrebbe osservare che in chi sale in cattedra si debba presupporre uno specchiato percorso professionale, profilo che a ben vedere non coincide esattamente con quello dell’occasionale professore, ma siccome il moralista al contrario del manager di successo non è molto ben visto si può soprassedere.
Passiamo quindi alla lezione. Da un manager di successo ci si attenderebbe una visione innovativa, proiettata verso il futuro. Uno si immagina un Bill Gates o uno Steve Job che sollecitano e stimolano i giovani a confrontarsi con una società che cambia e a essere protagonisti di tale cambiamento.
Invece Briatore se ne esce con una prospettiva che proprio rivoluzionaria non si può definire. Rivoluzionaria nello specifico ovviamente, ché da lui nessuno si aspetta altre rivoluzioni. Le perle della sua lezione, che addirittura escono dall’aula per finire sulle prime pagine dei giornali, sono che nei suoi locali i camerieri guadagnano più di cinquemila euro al mese e che le startup sono fuffa, meglio aprire una pizzeria.
Ora, immaginiamo che un tale invitato avesse detto le stesse cose al liceo di Gates o di Job: “ma chi ve lo fa fare di perdere tempo in questi laboratori e in questi garage, è fuffa, forse uno su cento arriverà a inventare o scoprire qualcosa, apritevi un fast-food, ché qui negli States passa tanta gente, e male che va la sera vi mangiate un hamburger”.
Briatore dimentica, tutto preso com’è dall’amministrazione delle sue ricchezze, che proprio quell’uno su cento cambia il mondo. Grazie a quell’uno su cento ti ritrovi internet. 
L’aspetto più interessante della lezione però è che la platea degli studenti applaude convinta. Cioè, questi studenti desiderano diventare manager di successo e applaudono uno che in sostanza sta dicendo loro “quando guadagnerete mai quello che guadagnano i miei camerieri”. 
Evidentemente con la sua lezione Briatore deve avere instillato in loro il dubbio di aver sbagliato strada. Tocca quindi adesso ai professori non occasionali capire quanti di questi studenti possano essere avviati con profitto verso la ristorazione. A giudicare dagli applausi dovrebbe trattarsi di un numero importante.

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