.

.

domenica 22 giugno 2014

Il difficile recupero di Berlusconi

Ai magistrati del tribunale di sorveglianza di Milano si può riconoscere la fede illimitata nella natura riabilitativa della pena, ma non certo il realismo. Non se ne sarebbero trovati molti altri 

disposti a credere che un incontro settimanale con dei coetanei malati bastasse a recuperare un uomo arrivato alle soglie degli ottant'anni con “una spiccata capacità a delinquere”. Nemmeno la fata turchina ci avrebbe scommesso su. Altro che magistratura rossa!
A  distanza di un paio di mesi, è lo stesso ex premier ed ex cavaliere a dimostrare di non essere ancora un ex Berlusconi, e lo fa, nel corso del processo in cui è imputato un suo affiliato, definendo i giudici “irresponsabili”.
Se ciò fosse accaduto all’interno di un palazzo di giustizia degli Stati Uniti, tanto per citare un paese che Berlusconi e i suoi fan amano spesso portare a esempio, al processo in corso se ne sarebbe immediatamente sovrapposto un secondo che lo avrebbe portato diritto in cella la sera stessa.
In Italia invece si seguono altri iter. In primo luogo, i magistrati dovranno valutare l’ipotesi di oltraggio a magistrato. Ci vorrà del tempo, in altri termini, e forse pure la consulenza di un linguista, per capire se Berlusconi volesse veramente offendere i giudici, o se non volesse piuttosto far loro un complimento con il suo stile eccentrico e ridanciano che tutti gli riconoscono. Fatto ciò, dovranno decidere se trasmettere gli atti ai giudici di sorveglianza di Milano, ai quali verosimilmente nessuna notizia è ancora arrivata di ciò che è successo a Napoli, e magari continuano a credere che Berlusconi recuperi a vista d’occhio e sia ormai prossimo a diventare un cittadino modello.

Che altro dire, se non che nemmeno nei processi istruiti da Vysinskij i diritti dell’imputato venivano calpestati in questo modo.

Nessun commento:

Posta un commento