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martedì 3 giugno 2014

Il silenzio degli inno-Scanzi

Potrebbe essere questo il titolo di un film che a molti non dispiacerebbe vedere.
Non nel senso grilliano della parola, per carità, un film pacifico, senza processi,
segnalazioni, linciaggi virtuali e cose di questo tipo. Anche perché ci rendiamo conto che un giornalista deve parlare per contratto e che se non parla non mangia. Ma ci sarebbero anche altre possibilità, diciamo così, più soft, più diplomatiche: un periodo di pausa, una vacanza, un anno sabbatico, un giro del mondo in ottanta giorni…
Ovviamente non ci si riferisce al giornalista del Fatto come singolo, bensì alla categoria che rappresenta, gli Scanzi-giornalisti, per così dire. Tra noti e meno noti, sembra che ce ne siano parecchi. Si sono tutti convinti che il M5S sia un movimento di sinistra e non c’è fatto sufficientemente chiaro da scalfire tale certezza. Se domani le cinque stelle del logo venissero rimpiazzate da cinque svastiche, loro direbbero che si tratta di un effetto ottico.
Veniamo all’episodio più recente, cioè l’alleanza con l’UKIP e la contestuale adesione al gruppo dell’EFD.
Non è un segreto che questo gruppo raccolga partiti di destra e di estrema destra, ed è logico supporre che la decisione di aderirvi Grillo non l’abbia presa a cuor leggero dopo una birretta, ma abbia prima raccolto informazioni, ci saranno stati contatti, scambi di vedute, ecc. Se quindi dichiara convintamente che il partito di Farage è il più simile al suo, forse bisognerebbe credergli. O quanto meno ammettere la possibilità che abbia ragione. Del resto, la sorridente foto dei due leader insieme testimonia una sintonia umana ancor prima che politica.
Invece no. Gli Scanzi-giornalisti obiettano: pensi di essere come Farage, ma ti sbagli, stai facendo un grosso errore perché tu non hai nulla a che spartire con quella famiglia.
In sostanza quello che è Grillo lo sanno meglio loro del diretto interessato. Anziché prendere atto dei fatti e provare a spiegarli, compito nella fattispecie non difficile visto che è lo stesso Grillo a fornirne la spiegazione, insistono per adeguarli all’idea che ne hanno.

Piuttosto che aspettarsi un’autocritica del politico, dunque, forse farebbero meglio a dare l’esempio. Basterebbe dire: non abbiamo capito nulla del M5S, può succedere a tutti, anche ai migliori, ci siamo incantati a guardare il dito e non abbiamo visto la luna.

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