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giovedì 5 giugno 2014

Il vitalizio di Galan

Micciché dichiara che quattromila euro al mese non bastano ad assicurare un tenore di vita dignitoso. Non è il primo ex parlamentare a uscirsene con dichiarazioni di questo tipo.
E dello stesso avviso dev’essere pure Galan, che infatti avrebbe provveduto ad assicurarsi un vitalizio supplementare. Usiamo il condizionale non essendo il fatto acclarato. Sembra. In questi casi il dubbio è d’obbligo.
Sembra pure, continuando a dubitare, che per l’occasione si sia creato un ente previdenziale ad personam, forse per non gravare troppo sulle casse dell’INPS.
Ma questa dal punto di vista giornalistico potrebbe anche essere considerata una non-notizia. La notizia infatti è l’uomo che azzanna il cane, non il cane che azzanna l’uomo. Allo stesso modo in Italia la notizia sarebbe se l’amministratore ci avesse messo del suo per realizzare un’opera pubblica, non il contrario.

La vera notizia sta altrove, nel fatto cioè che Galan sia finito in questo parlamento a presiedere la commissione cultura del Senato. Questo sì, colpisce, perché testimonia che anche i politici più navigati, come a volte succede alle persone normali, possano cacciarsi in situazioni balorde nelle quali nulla gliene viene se non un'inutile perdita di tempo. A meno che non ci sia andato di proposito con la precisa intenzione di smentire coi fatti l’affermazione di un suo famoso ex collega di governo secondo il quale con la cultura non si mangia.

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