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martedì 17 giugno 2014

La storia riscritta da D'Alema

D'Alema, lo sappiamo, è fatto così. Quando parla non fa ipotesi e non esprime opinioni, ma elargisce verità, e le elargisce col tono magnanimo e un po' scocciato di chi è convinto
che gli altri da soli a quelle verità non arriverebbero mai. A prescindere che si parli di politica, di vini o di cucina, è fatto così.
Questa volta tuttavia, nell'intervista che rilascia a Friedman, va un po' fuori dal seminato, sostenendo la tesi che la crisi dei partiti sia causa della crisi del paese, e di fatto reinterpretando l'ultimo mezzo secolo di storia italiana.
L'eccezionale ripresa del dopoguerra, secondo il suo ragionamento, sarebbe stata merito esclusivo dei partiti. Il piano Marshall, la congiuntura internazionale, il fatto che tutti gli altri paesi dell’area atlantica abbiano fatto registrare in quegli anni performance ancor più brillanti, ebbene, a tutto ciò non fa alcun cenno. Nessuno negherà il ruolo stabilizzatore svolto dai due principali partiti, ma bisognerebbe pure dire che, data la collocazione geopolitica dell'Italia, bisognava mettersi d'impegno per fare andar male l'economia, non per farla andar bene. Definire poi la Democrazia Cristiana un partito in salute negli anni sessanta e settanta, è un'affermazione che farà saltare sulla sedia più di uno storico. 
Innovative sono anche le sue tesi circa la morte dei partiti. D'Alema fissa l'inizio della fine dei partiti al principio degli anni ottanta, cioè più di un decennio prima della loro morte certificata da Mani Pulite. Forse suggestionato dalle macabre metafore di Grillo, ne fa in sostanza se non dei partiti-zombi, dei partiti agonizzanti. L'agonia più cara della storia, si potrebbe osservare, visto che è proprio in quel decennio che il debito pubblico raddoppia.
Ma il punto più curioso è quando afferma che il berlusconismo è oggi la categoria principale della politica italiana. Beh, se non è una battuta e veramente D'Alema pensa che ci sia ancora qualcuno che abbia dei dubbi in proposito, lo possiamo rassicurare. Non solo lo sanno tutti che il berlusconismo è oggi la categoria principale della politica italiana, ma sanno pure il modo in cui questo fenomeno si è compiuto.

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