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lunedì 16 giugno 2014

Pillole (Pellegrino Artusi)

Ho conosciuto un famoso mangiatore romagnolo che, giunto una sera non aspettato fra una brigata di amici, mentre essa stava con bramosia dar sotto a un pasticcio per dodici persone
che faceva bella mostra di sé sulla tavola, esclamò: «Come! per tante persone un pasticcio che appena basterebbe per me?» «Ebbene», gli fu risposto, «se voi ve lo mangiate tutto, noi ve lo pagheremo». Il brav'uomo non intese a sordo e messosi subito all'opera lo finì per intero. Allora tutti quelli della brigata a tale spettacolo strabiliando, dissero: «Costui per certo stanotte schianta!» Fortunatamente non fu nulla di serio; però il corpo gli si era gonfiato in modo che la pelle tirava come quella di un tamburo, smaniava, si contorceva, nicchiava, nicchiava forte come se avesse da partorire; ma accorse un uomo armato di un mattarello, e manovrando sul paziente a guisa di chi lavora la cioccolata, gli sgonfiò il ventre, nel quale chissà poi quanti altri pasticci saranno entrati.
Pellegrino Artusi, La scienza in cucina

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