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mercoledì 2 luglio 2014

Un braccio carbonizzato si aggira in rete

Si può capire l’indignazione della deputata del M5S Marta Grande alla vista del soldato che tiene un braccio umano carbonizzato in primo piano. Tanto più che il ghigno
del militare autorizza a supporre che il passo successivo sarà quello di addentare il suddetto braccio. Si può pure capire il trauma del passare dalla discussione lanciata dal suo compagno di partito sulla scelta vegana come scelta politica a immagini che evocano il cannibalismo.
Senonché la foto in questione non viene dall'Ucraina ma dalla scena di un film. A trarre in inganno la deputata è stata la formula magica che ha ripetuto in aula: “sta girando in rete”.
Ora, una persona con i piedi ancora per terra non dubiterebbe un attimo che una foto del genere se fosse stata vera sarebbe finita su tutte le prime pagine dei giornali e dei telegiornali, che BBC e CNN ne avrebbero fatto una non-stop lunga un mese e che anche Bruno Vespa ci avrebbe fatto una puntata speciale con corpo umano e simulazioni di cottura ad alte temperature.
Discorso diverso per quelli che si sono trasferiti armi e bagagli nel web. Per costoro dietro ogni fenomeno si annida il complotto. Siccome la stampa non è libera, allora tutto ciò che dice è falso. Non considerando che tra la libertà assoluta e l’assoluto inganno ci possano essere altre sfumature.

Casaleggio ha scritto un libro che si intitola Siamo in guerra. In verità, in copertina compare anche il nome di Grillo, ma è difficile credere che il comico-politico abbia contribuito alla sua stesura, visto che nelle pagine del libro non compaiono i tratti stilistici che lo distinguono. Casaleggio, dunque, in questo libro, ricco di spunti interessanti e di spunti comici, preconizza un futuro prossimo nel quale il web soppianterà ogni altro mezzo di comunicazione e regolerà ogni attività umana. Nulla dice però riguardo a un interrogativo più generale che a questo punto molti si pongono: soppianterà anche il cervello?

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Democrazia e democrazia diretta

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