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venerdì 25 luglio 2014

La madre di tutte le riforme

Sono ormai diverse settimane che il dibattito politico è monopolizzato dalla riforma del senato. Non solo sembra che sia questa la priorità numero uno per il paese,
ma che sia anche l’unica, e che per tutto il resto non ci sia alcuna fretta e si possa tranquillamente attendere.
Ma ammettendo pure che sia questa la madre di tutte le riforme e che da essa verranno effetti benefici destinati a cambiare l’Italia da così a così, non si capisce, se l’obiettivo è mettere fine al bicameralismo, per quale motivo il senato non possa essere abolito del tutto. Non sarà certo la grande levatura intellettuale e morale dei consiglieri regionali a giustificare il trasferimento a Roma di una loro avanguardia. Né si capisce, se l’altro obiettivo dichiarato è risparmiare sui costi della politica, la necessità di continuare a pagare per il funzionamento del baraccone, che magari costerà meno di quanto costa adesso, ma, conoscendo i costi standard delle istituzioni italiane, costerà comunque tanto.

Se per indovinare, come spesso accade in Italia, bisogna pensar male, la sensazione è che la riforma del senato serva soltanto a fare la riforma del senato. A far vedere cioè che almeno una riforma si fa. Giova all’immagine di un presidente del consiglio dinamico e modernizzatore, e a nient’altro. 

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