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martedì 26 agosto 2014

Pillole: Dostoevskij, Memorie del sottosuolo (3)

Ma l’uomo dove va? Quanto meno, ogni volta si nota in lui un che d’impacciato nel momento in cui raggiunge cosiffatti fini. Il fatto di raggiungerli gli piace, ma averli raggiunti non proprio, e questo, certo, è
straordinariamente ridicolo. Insomma, l’uomo è congegnato  in un modo buffo; in tutto ciò, evidentemente, c’è un gioco di parole. Ma il due per due quattro è pur sempre una cosa arcinsopportabile. Il due per due quattro, secondo la mia opinione, non è che sfacciataggine. Il due per due quattro si da delle arie, vi attraversa la strada con le mani sui fianchi e sputa. Sono d’accordo anch’io che il due per due quattro è una cosa eccellente; ma se proprio si ha da lodar tutto, anche il due per due cinque a volte è una cosuccia graziosissima.

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