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domenica 10 agosto 2014

Pillole: Flaubert, Madame Bovary (1)

S’era sentito dire quelle cose tante volte, che non avevano per lui nulla d’originale. Emma rassomigliava a tutte le amanti; e il fascino della novità, cadendo via a poco a poco al modo d’un vestito, lasciava apparire
a nudo l’eterna monotonia della passione, che ha sempre le stesse forme e lo stesso linguaggio. Non distingueva, quell’uomo così ricco di esperienze, la diversità dei sentimenti che si cela sotto l’uniformità delle espressioni. Poiché labbra libertine o venali gli avevano mormorato frasi simili, egli non credeva che debolmente al candore di quelle; tutto andava sminuito, pensava, nei discorsi infocati si nascondono gli affetti mediocri; come se la pienezza dell’anima non traboccasse qualche volta dalle metafore più vuote perché nessuno, mai, riesce a dare l’esatta misura delle proprie necessità, né dei propri concetti, né del proprio dolore, e la parola umana è come un paiolo incrinato su cui veniamo battendo melodie atte a far ballare gli orsi, quando vorremmo intenerire le stelle.
Flaubert, Madame Bovary


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