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giovedì 7 agosto 2014

Pillole: Melville, Mobydick (5)

Forse l’unico vero codice baleniero autorizzato dalla sanzione della legge fu quello dell’Olanda. Venne promulgato dagli Stati Generali nell’anno di grazia 1695. Ma anche
se nessun’altra nazione ha avuto mai una legge baleniera scritta, i pescatori americani sono stati tuttavia legislatori e avvocati di se stessi in merito. Essi hanno fornito un sistema che per limpida chiarezza supera le Pandette di Giustiniano e i Regolamenti della Società Cinese per la Soppressione dell’Occuparsi dei Fatti Altrui. Sì, queste leggi potrebbero essere incise su un soldino della regina Anna o su di una punta di rampone, e portate al collo, tanta è la loro concisione:
1. Un pesce legato spetta alla parte ad esso legata.
2. Un pesce libero è giusta preda di chi riesce a prenderlo per primo.
[…]
Ma se si scava fino alla roccia primaria della questione, i due grandi principi esposti nella gemina legge baleniera già ricordata, e applicati e delucidati da Lord Ellenborough nel succitato caso, le due leggi, dico, su pesce legato e pesce libero appariranno a pensarci bene i fondamenti di tutta la giurisprudenza umana; nonostante la sua complicata scultura ornamentale, il Tempio della legge si regge infatti, come il Tempio dei Filistei, su due sostegni soli.
Non è forse un detto che corre sulle labbra di tutti che il Possesso è metà della legge, vale a dire senza alcun riguardo al modo in cui la cosa è giunta a esser posseduta? Ma di frequente il possesso è tutta la legge. Che cosa sono i muscoli e le anime dei servi russi e degli schiavi repubblicani se non pesce legato, giacché il possederli è tutta la legge? Che cos’è per il proprietario rapace l’ultima monetina della vedova, se non un pesce legato? Che cos’è la marmorea dimora di quel furfante non smascherato, con la targa alla porta come contrassegno, che cos’è se non pesce legato? Che cos’è lo sconto rovinoso che Mardocheo, il mediatore, ottiene dal povero Sconsolati, il fallito, su di un prestito che preserverà la famiglia Sconsolati dal morire di fame; che cos’è quello sconto rovinoso se non pesce legato? Che cos’è il reddito di centomila sterline che l’arcivescovo di Salvalanima strappa dallo scarso pane e formaggio di centinaia di migliaia di lavoratori dalle reni spezzati (tutti sicuri del cielo senza l’aiuto di Salvalanima), che cos’è quel centomila tondo se non pesce legato? Che cosa, se non pesce legato, sono le città e i villaggi ereditari del duca di Testadura? Che cosa, se non pesce legato, è la povera Irlanda per quel formidabile ramponiere che è John Bull? Che cosa, se non pesce legato, è il Texas per quell’apostolico lanciere che è il fratello Jonathan? E in tutti questi casi, non è forse il Possesso tutta la legge?
Ma se la dottrina del pesce legato è quasi sempre applicabile, la dottrina sorella del pesce libero lo è in modo ancora più vasto. Essa è di applicazione internazionale e universale.
Che cos’era l’America nel 1492 se non un pesce libero sul quale Colombo infisse la bandiera di Spagna per lasciarvi il segnale del padrone regale e della regale padrona? Che cos’era la Polonia per lo zar? Che cosa la Grecia per i turchi? Che cosa l’India per l’Inghilterra? Che cosa sarà prima o poi il Messico per gli Stati Uniti? Tutto pesce libero.
Che cosa sono i Diritti dell’Uomo e le Libertà del Mondo, se non pesce libero? Che cosa i cervelli e le opinioni di tutti gli uomini, se non pesce libero? Che cosa se non pesce libero, il principio della fede religiosa che vive in loro? Che cosa, se non pesce libero, sono le meditazioni dei pensatori per chi contrabbanda paroloni? Che cos’è questo grande globo stesso, se non pesce libero? E che cosa sei tu, lettore, se non pesce libero e pesce legato insieme?
Melville, Mobydick

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