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lunedì 8 settembre 2014

Il dilemma dell'uomo di sinistra

Sembra che per l’uomo di sinistra i problemi non finiscano mai. Gli ultimi sviluppi della politica italiana lo pongono di fronte a un dilemma non da poco, se cioè sia meglio continuare
a essere di sinistra e continuare a perdere, o se sia preferibile diventare berlusconiano e vincere.

È ovvio che l’ideale sarebbe continuare a essere di sinistra e, finalmente, vincere. Anche perché ci sarebbe bisogno di qualche idea di sinistra che vince, come bloccare in qualche modo lo strapotere della finanza o introdurre altri parametri di misurazione dello sviluppo e altri obblighi oltre a quelli di bilancio. Piccole idee di sinistra, insomma, non assalti al Palazzo d’Inverno.
I fatti tuttavia hanno ampiamente dimostrato che sussiste tra le due cose un’incompatibilità di fondo, una sorta di aporia impossibile da risolvere. Delle due l’una: o si vince, o si è di sinistra. 

Se dunque la tentazione sarebbe di compiere questo passo, e vincere, se non altro per alleggerire il peso di generazioni di sconfitte che l’uomo di sinistra si porta addosso, riflettendoci, è meglio continuare a essere di sinistra e continuare a perdere, perché se nulla nella sostanza cambia, almeno si tengono in vita le idee.

Link:

Una carriera politica in stato confusionale

Il Mago Grillo

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