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domenica 14 settembre 2014

Pillole: Diderot, Jacques il fatalista (1)

Continuando questa discussione, immersi nella quale avrebbero potuto fare il giro del mondo senza smettere un attimo di parlare e senza trovare un accordo, furono sorpresi da un temporale che li obbligò a dirigersi… - Dove? Dove?
- Lettore, sei di una curiosità veramente fastidiosa! Che diavolo ti cambia sapere dove? Quando ti avrò detto Pontoise o Saint-Germain, Notre-Dame-de-Lorette o San Giacomo di Compostela, ti sarà servito a qualcosa? Se insisti ti dirò che si avviarono verso… sì, perché no… verso un castello immenso sul frontespizio del quale si poteva leggere: «Non sono di nessuno e appartengo a tutti. C’eravate già prima di entrare e ci sarete ancora quando uscirete.» - Entrarono in questo castello? - No, perché l’iscrizione era falsa, oppure vi erano già prima di entrarvi. – Ma almeno ne uscirono? - No, perché l’iscrizione era falsa, oppure c’erano ancora quando ne uscirono. – E là cosa fecero? - Jacques diceva quello che vuole il destino; il suo padrone quello che volevano loro, e avevano entrambi ragione. – Che compagnia vi trovarono? – Variegata. – Che si diceva? – Qualche verità e molte menzogne. – C’era gente di spirito? – Dove non ce n’è? Insieme a dei maledetti curiosi da fuggire come la peste.

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