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lunedì 29 settembre 2014

Pillole: Nabokov, La difesa di Luzin (2)

Giocando alla cieca poteva gustare quelle diverse forze nella loro originaria purezza. Allora non vedeva né la criniera tornita del cavallo né le testine lustre delle pedine, ma percepiva nettamente che questa o quella casella immaginaria
era occupata da una forza precisa e concentrata, in modo che il movimento di un pezzo gli si presentava come una scarica, una scossa, un colpo di fulmine, e l’intero campo degli scacchi vibrava di una tensione di cui lui era il sovrano, qui raccogliendo, là liberando energia elettrica.

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