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lunedì 1 settembre 2014

Una carriera politica in stato confusionale

Il dubbio storico è se Bertinotti venne eletto per rappresentare la gente di sinistra, o il proletariato, per usare una parola che non è mai mancata nei suoi discorsi, in parlamento, o per fare proseliti
nei salotti e nei club più esclusivi della capitale.
Invitato in quei salotti per essere dimostrazione che i reazionari non sono così reazionari come vengono dipinti e non discriminano i rappresentanti della classe operaia che abbiano appreso le buone maniere, e assiduo frequentatore degli stessi per dimostrare a sua volta che i comunisti non solo non mangiano i bambini ma nemmeno le contesse, a un certo punto Bertinotti deve aver smarrito i fili della sua esistenza, e non ha più capito se fosse il rappresentante dei lavoratori tra la mondanità romana, o il rappresentante di questultima tra i lavoratori.

Dopo un periodo di meritato riposo, che non sembra però essergli servito per diradare la confusione, torna adesso a farsi sentire con crescente frequenza, insistendo nellattribuirsi la parte del vinto, evidentemente non soddisfatto di essersi già vista riconosciuta quella dellincapace. È un percorso faticoso, quello di Bertinotti, ma che molti di coloro che lo hanno intrapreso prima di lui hanno portato a compimento con successo, diventando addirittura editorialisti di Libero o de Il Giornale.  

Link:

Le sfide impossibili di Grillo

#mivienedaridere

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