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mercoledì 22 ottobre 2014

Il diritto di Grillo

Se da una parte la doppia serie di espulsioni dell’ultima settimana conferma la metamorfosi in atto nel M5S, sempre più movimento folcloristico e sempre meno politico, dall’altra
evidenzia l’equivoco nel quale molti attivisti ed eletti sono incorsi. Il sindaco di Comacchio, che pretende a sua volta di espellere Grillo, e i quattro dello striscione, che si chiedono chi abbia deciso la loro espulsione, non hanno capito che non fanno parte di un partito (o movimento), ma sono ospiti. Il solo diritto è quello di Grillo, un diritto peraltro sancito dal codice, quello cioè di godere e disporre del proprio bene. Tutti gli altri, in quanto ospiti, non possono avanzarne alcuno. Come chi è ospite in casa altrui, possono essere buttati fuori per violazione del regolamento stabilito dal proprietario, ma possono essere buttati fuori anche per il semplice motivo di essere venuti a noia al medesimo.  

Col M5S, in sostanza, dal partito personale berlusconiano si è passati al partito proprietario. Per cui se oggi uno chiede “che fai, mi cacci?”, Grillo può rispondere: “sì, ti caccio”.
Nel M5S c’è spazio solo per i portavoce. Non i portavoce degli elettori, ovviamente, ma quelli del proprietario. Come Di Maio, che meglio di tutti lo ha capito e che ascolta attentamente quello che Grillo dice la mattina per ripeterlo pari pari la sera.


2 commenti:

  1. Certo, tutto si può fare al mondo,...ma un m5s senza Grillo....perderebbe l'anima.....avrebbe poco futuro,.......provate a espellere Berlusconi da Forza Italia e Renzi dal PD......più o meno la stesa cosa.......

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    Risposte
    1. sicuramente, senza Grillo il m5s scompare. quanto al "più o meno" è un "più o meno" che fa la differenza tra diritto e arbitrio, perché la maggioranza del pd può espellere Renzi, mentre la maggioranza del m5s può essere espulsa da Grillo.

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