.

.

domenica 9 novembre 2014

Il cul-de-sac del presidente del consiglio

Ieri la manifestazione degli statali che lamentano il blocco contrattuale che ormai si protrae da diversi anni. Del resto, se il posto fisso non esiste più, anche l'idea di rinnovo del contratto andrà rivista.
Mettendoci nei panni del presidente del consiglio, d'altra parte, i margini di manovra sono quelli che sono. Premesso infatti che siamo circondati dalle lobby, e quindi guai a pronunciare parole come liberalizzazione a notai, farmacisti, commercialisti e, meno che mai, avvocati; premesso che non si possono scontentare i benzinai perché chiudono e lasciano tutti a piedi, i camionisti perché bloccano le autostrade e gettano il paese nel caos e i dirigenti perché smettono di dirigere e gettano anche loro il paese nel caos, premesso che non si possono scontentare gli autonomi che già presentano dichiarazioni dei redditi da fame, né gli industriali che sono altrimenti pronti a spostare baracca e burattini altrove, né i pensionati d’oro che possono vantare diritti quesiti, premesso che non si possono scontentare i fuorilegge perché da oggi concorrono a tenere alta la bandiera del pil nazionale e premesso che non si possono scontentare nemmeno i grandi patrimoni perché… perché? Boh… forse proprio perché grandi…
Premesso dunque tutto ciò, ditemi, come si possono accontentare i lavoratori dipendenti e i piccoli pensionati che sono i soli abituati a essere scontentati?


Link:

Nessun commento:

Posta un commento