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lunedì 3 novembre 2014

Pillole: Vargas Llosa, Elogio della matrigna (2)

«Questa notte non farò ma ascolterò l’amore», decise. Era possibile, lui ci era riuscito, e anche Lucrecia ne era divertita, almeno come prolegomeni. «Lasciati ascoltare i seni»,
avrebbe mugolato, e, sistemando amorevolmente, prima l’uno, poi l’altro, i capezzoli della moglie nell’ipersensibile grotta delle sue orecchie – ci stavano l’uno nell’altra come un piede in un mocassino –, li avrebbe ascoltati con gli occhi chiusi, riverente ed estatico, concentrato come durante l’elevazione dell’ostia.

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