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venerdì 5 dicembre 2014

A scuola di populismo

È autunno. Come spesso accade in questa stagione, gli studenti occupano le scuole. Tecnicamente si tratterebbe di una protesta contro il governo. I motivi del resto non mancano, se è vero
com’è vero che i governi cambiano ma gli investimenti nella scuola in rapporto al pil rimangono i più bassi d’Europa, e insieme agli investimenti la considerazione.
La novità di quest’anno è la sparata del sottosegretario Faraone, che prima manifesta solidarietà agli studenti che occupano e poi, di fronte alle numerose critiche di presidi e genitori, parla di “esperienza comunque formativa”. Ora, assodato che formativa dovrebbe essere la scuola, e se bisogna affidarsi alle occupazioni per formare i giovani, stiamo messi bene, e a questo punto sono formative anche le aule che cadono a pezzi e la mancanza di carta igienica. Assodato ciò, il sottosegretario si comporta come se all’occupazione di Mirafiori, Marchionne anziché dare risposte manifestasse solidarietà agli operai, magari subito dopo precisando: è un’esperienza comunque utile.
Ma il sottosegretario non va colpevolizzato troppo. Lui non inventa niente. Si limita a mettere in atto il verbo del governo Renzi. La ricerca del consenso facile fatta di tweet, slogan e dichiarazioni a effetto. Certo, la maggior parte di questi ragazzi ancora non vota, ma intanto vanno a scuola. A scuola di populismo.


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