.

.

domenica 14 dicembre 2014

Pillole: Dostoevskij, L'Idiota

Un assassinio legale è cento volte più terribile di un assassinio brigantesco. L’individuo che viene ucciso dai briganti, di notte, in un bosco o in qualche altro luogo, ha sempre,
fino all’ultimo momento, la speranza di salvarsi. Si possono citare esempi di uomini che, con la gola tagliata, speravano e imploravano ancora, oppure cercarono di fuggire. Qui, invece, quest’ultima speranza, che rende la morte dieci volte meno terribile, vi è tolta irrevocabilmente, con una sentenza di condanna; la più terribile tortura, la massima tortura che esiste nel mondo è appunto quella consapevolezza dell’inevitabilità. Conducete un soldato in piena battaglia fin sotto la bocca d’un cannone, egli spererà fino al momento che gli spareranno addosso; leggete invece allo stesso soldato un decreto che lo condanni a morte sicura, ed egli piangerà o impazzirà. Chi ha detto che la natura umana può sopportarlo senza impazzire? Perché quel mostruoso e inutile vituperio? Può darsi che esista un uomo cui sia stata letta la condanna a morte, cui si sia lasciato sopportare questa tortura e sia stato poi detto: “Va’, ti perdoniamo”. Un tale uomo potrebbe raccontare molte cose. Di questa tortura e di questo terrore appunto parlò Cristo. No, non è permesso agire in questo modo con un essere umano.

Nessun commento:

Posta un commento