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domenica 14 dicembre 2014

Un tweet un po' più lungo

Sebbene la corruzione sia un’emergenza nazionale tanto da conquistare, a differenza dell’art. 18, i titoli del NYT, l’approccio del governo Renzi è stato alquanto pacifico.
È passato il MOSE, è passato EXPO, ma non si è visto nulla. Ci sono voluti i fatti di Roma, ma soprattutto l’hashtag #MafiaCapitale rimasto nella top ten per più di una settimana, per spingere il premier, notoriamente sensibile in materia di tweet, ad agire. La sensazione è di un'iniziativa obtorto collo, sotto l’ondata di sdegno collettivo. Proprio perché non si poteva fare a meno di dare un segnale se non si vuole chiudere. Insomma, un tweet un po' più lungo in risposta all'hashtag #MafiaCapitale.
Ma nella giustizia, precisa Renzi, non è opportuno intervenire per decreto legge. O meglio, su alcuni aspetti della giustizia. Per le ferie dei magistrati, per esempio, si può. Per combattere la corruzione invece non si può. Meglio il disegno di legge. Ma anche col disegno di legge, per alcune cose non si può. Per il premio per chi collabora, per esempio, ci vuole tempo. Bisogna rifletterci. Un imprenditore concusso può dire molto di più di un operaio licenziato.
Come scrive Anis sul Corriere, un intervento su un'emergenza nazionale come la corruzione richiederebbe un intervento di ben più ampio respiro, a cominciare dalle municipalizzate, ma, intanto, accontentandoci del principio meglio poco che niente, e prendiamo atto dell’originale logica renziana. La presentazione del ddl sarebbe in effetti il primo passo del mantenimento di una promessa, dal momento che la legge rimane di là da venire, ma Renzi l'archivia già come promessa mantenuta.


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