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lunedì 19 gennaio 2015

L'indifendibile

Non per difendere l’indifendibile, cioè Cofferati, che a Bologna non ha lasciato un gran ricordo e a Bruxelles non ne ha lasciato proprio, ma le reazioni dell’establishment
del Partito Democratico all’uscita dell’ex sindacalista necessitano di interpretazione.
Per Guerini, è un atteggiamento irresponsabile. Il il vice-segretario DC, pardon PD, non specifica quale sarebbe per lui il comportamento responsabile, ma, volendo provare a indovinare, potrebbe essere quello dei dirigenti romani che a tutte le primarie non si sono mai posti la domanda di chi andava a votare e di chi veniva eletto. Non risulta infatti che all’indomani dello scandalo di Mafia Capitale Guerini abbia accusato qualcuno di irresponsabilità.
Secondo il governatore uscente, invece, pensare e, peggio ancora, denunciare che frotte di cinesi si siano recati ai seggi perché pagati vuol dire distorcere la realtà. Nel magico mondo di Burlando se quei cinesi reclamavano cinque euro dopo aver votato era probabilmente per raccogliere fondi per l’apertura di un nuovo circolo PD: Cina Democratica.

Per Serracchiani, infine, contestare l’esito delle primarie significa non sapere accettare la sconfitta. Ecco, questa è una dichiarazione importante che non riguarda il solo Cofferati. Nemmeno la DIA, infatti, mostra di sapere accettare la sconfitta. Si impunta a indagare su possibili infiltrazioni mafiose nel voto rifiutandosi di accettare la vittoria della politica della rottamazione. 

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