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mercoledì 28 gennaio 2015

Lo specchietto per le allodole

No, non si tratta di due casi di omonimia. Il Bersani incluso nella lista delle quirinarie è proprio Pierluigi, ex segretario PD, e il Prodi, che sta poco più in basso,
è proprio Romano, ex premier. Uno può dire, conoscendo ormai il M5S, che la loro presenza in questa lista sia superflua. Invece no. Aiuta a capire la lungimiranza politica di Grillo. Il comico-politico, o politico-comico, a seconda dei punti di vista, ha studiato l’operazione nei dettagli. Li ha messi lì a fare da specchietto per le allodole, nella fattispecie i grandi elettori PD, i quali, vedendoli votati, si dovrebbero precipitare anch’essi a votarli. Se non in massa, almeno in numero tale da mettere in crisi l’odioso patto del Nazareno. Certo, i 5 stelle avrebbero potuto votare Prodi due anni fa, ed evitare addirittura la nascita dell’orrendo patto, ma chiaramente allora non potevano immaginarsi un’eventualità del genere. Tutto lasciava prevedere che il PD per fare un governo andasse a prendere una ventina di senatori in Germania o in Francia piuttosto che allearsi con Berlusconi. Avrebbero pure potuto cercare un accordo con Bersani, e in quel caso non solo avrebbero evitato il detestabile patto, ma sarebbero pure diventati azionisti del governo col pieno diritto di prendere decisioni. Sfortunatamente, in quella circostanza gli emissari di Grillo sbagliarono destinazione, e anziché recarsi alla Camera per le consultazioni, si recarono a Ballarò.


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