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domenica 11 gennaio 2015

Pillole: Proust, Il piacere e i giorni

Cartoline, libri… tenuti spesso dalle sue mani, rimasti a lungo sulla sua scrivania… Avete conservato le pieghe della mano giocosa o nervosa che vi sfogliò; forse conservate ancora prigioniere
le lagrime che un dispiacere di romanzo o di vita fece scivolare su di voi; la luce che fece brillare o ferì i suoi occhi vi ha donato questo caldo colore. Vi sfioro fremendo, ansioso delle vostre rivelazioni, inquieto per il vostro silenzio. Forse come voi, cose affascinanti e fragili, lei fu l’insensibile, l’incosciente testimone della propria grazia. Forse la sua bellezza più reale fu nel mio desiderio. Lei ha vissuto la sua vita, ma forse io solo l’ho sognata.

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