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mercoledì 28 gennaio 2015

Quello che vogliamo vedere nella vittoria di Syriza

Quello che vogliamo vedere nella vittoria di Syriza alle elezioni greche è la ribellione democratica e pacifica contro:

L’Europa degli Junker e dei suoi burocrati, attenti agli sforamenti del rapporto debito/pil ma indifferenti agli sforamenti sociali;
La Germania di Merkel e Schaeuble, che ha “aiutato” il governo di Atene a condizione che comprasse sottomarini e carri armati tedeschi per qualche miliardo di euro;
Le armi non convenzionali di Draghi i cui benefici si fanno sentire solo nei consigli di amministrazione delle banche;
La precarizzazione del lavoro che somiglia sempre più a un eufemismo per dire schiavitù;
Le ricette degli economisti del FMI e della Banca Mondiale, cioè la "cura" che aggrava la malattia;
Una crisi che chissà perché non impedisce ai grandi patrimoni di ingrandirsi ancora di più;
Una Grecia, un’Italia, un’Europa, un mondo nel quale l’1% (dicasi uno) della popolazione si avvia a possedere più del rimanente 99% (dicasi novantanove).
Ecco, quello che oggi vogliamo vedere nella vittoria di Syriza è il riscatto popolare contro tutto ciò.

Non è detto che riscatto sarà. Anzi, è tutt’altro scontato che lo sia, lo sappiamo bene. Ma questo oggi vogliamo vedere.

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2 commenti:

  1. Speriamo, Enrico, che non sia solo desiderio di riscatto ma l'inizio di un nuovo corso.
    L'alleanza con la destra anti-euro risulta ambigua, ma pragmaticamente fruttuosa, il fine giustifica i mezzi e poi si vedrà. Intanto i provvedimenti più urgenti allenteranno l'esasperazione dei Greci.
    Saluti
    Marilena

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    1. anche perché più che politica, l'emergenza è umanitaria. ciao :)

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