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venerdì 6 febbraio 2015

Il presidente anomalo

All’indomani dell’elezione del nuovo presidente della repubblica, i commenti dei giornali convergono sul medesimo aggettivo: normale. Un aggettivo che potrebbe
dar luogo a degli equivoci, poiché se Mattarella è normale, deve trattarsi di una normalità che non è normale per l’Italia.
Parla a voce bassa. Non risulta che abbia mai insultato nessuno. Non si è mai visto in un talk show. Quando comincia a circolare il suo nome per il Colle, l’unica foto relativamente recente che i giornali riescono a recuperare è quella che lo ritrae defilato nell’abito di giudice costituzionale simile a una comparsa shakespeariana che esce di scena. Vive per trent’anni a Roma in affitto, senza che un ente assistenziale o un costruttore di buon animo lo aiutino nell’acquisto di una casa. Non ancora settantenne, praticamente quella che è la seconda giovinezza per un politico, rinuncia al seggio parlamentare, dal quale per essere schiodati di solito è richiesto l’intervento dei pompieri. Nel paese in cui il profeta della decrescita felice salta da una villa all’altra, lui abita in un trilocale.
In una normalità fatta di barzellette e urla, dentro e fuori dal parlamento, tutt’al più può rappresentare la speranza, o forse il sogno di un'altra normalità.

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2 commenti:

  1. Ciao Enrico,
    io questa normalità l'apprezzo molto e spero che non si "evolva" in niente di clamoroso, che c'è solo da perdere lungo quella china perniciosa!
    Fata C

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    Risposte
    1. penso che siamo in molti ad apprezzarla, solo che di questi tempi suona strano chiamarla normalità. ciao.

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