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venerdì 20 febbraio 2015

Il primato del diritto

La vicenda dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, che vede un giudice sancire l'illegittimità della sua espulsione dal PD, a parte le prevedibili battute, che possono far ridere
o piangere, contiene un utile insegnamento sul primato del diritto che regola ogni associazione democratica.
Mettiamo che a presentare un analogo ricorso fosse stato uno degli espulsi del M5S. Il responso del giudice sarebbe stato di segno opposto. Più o meno avrebbe scritto: "Bello mio, la tua espulsione può pure essere ingiusta, ma è legittima. Tu non militavi in un partito, ma per un marchio che ha un suo legittimo proprietario. Ragion per cui il fatto che il titolare si sia "rotto i coglioni" non può essere assimilato a un errore procedurale. Hai ragione nel dire che il principio costituzionale impone alle associazioni partitiche di ispirarsi a metodi democratici, ma sfortunatamente per te su questo punto non sono competente a decidere".
Ecco perché pur non essendo una bella storia, quella di Lusi nel contesto politico attuale depone per assurdo (ma proprio per assurdo) a vantaggio del PD. Ci ricorda che le buoni intenzioni non sono sinonimo di buona politica e che anzi è sempre preferibile il peggior partito organizzato in maniera democratica al miglior movimento strutturato in maniera non democratica. Anche perché il totalitarismo nasce sempre con le migliori intenzioni.

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