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mercoledì 18 febbraio 2015

Il silenzio è d'oro

Dopo l'articolo del New York Times, che di fatto lo consacra fenomeno (da baraccone) planetario, e dopo la comprensibile ondata di ironia che ne è seguita, proviamo a spezzare una lancia
a favore di Di Battista.
Se ambire a fare il ministro degli esteri è oggettivamente presumere troppo, come deputato Di Battista non sfigura. Non è più ignorante di tanti altri suoi colleghi. A confronto con una Lombardi o un Sibilia, tanto per rimanere all'interno del suo partito, può anche sembrare un pozzo di scienza. Non è neppure meno dotato intellettualmente di tanti altri parlamentari. Se poi lo si paragona a campioni come Gasparri o Razzi rischia addirittura di apparire un piccolo genio.
Dove sta allora il problema? Il problema di Di Battista, che è anche il più diffuso nel mondo dei social network, del quale peraltro non a caso è una star, consiste nell'ignorare le modalità d'uso di quella elementare regola della comunicazione che dà il titolo a una divertente commedia di René Clair: il silenzio è d'oro.

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2 commenti:

  1. Dove tutto è nero, anche il grigio è un colore squillante!
    Fata C

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