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lunedì 9 febbraio 2015

La lista Falciani

A scorrere le prime anticipazioni sulla cosiddetta lista Falciani, la cosa che salta agli occhi è l’eterogeneità dei suoi componenti. Ci sono personaggi famosi e
ci sono sconosciuti. Ci sono attori e stilisti, piloti e modelle. Ci sono uomini e donne, giovani e vecchi. Ci sono eterosessuali, bisessuali e omosessuali. Ci sono progressisti e ci sono conservatori. Bianchi e neri. Ci sono cristiani e ci sono musulmani (con buona pace di quelli che pensano che ad accumulare cataste di banconote siano solo ebrei). Ci sono monarchi illuminati e ci sono monarchi che preferiscono la penombra, se non il buio fitto. Ci sono amnistiati che hanno scampato la galera (e sono ovviamente italiani, e pretendono pure una medaglia) e ci sono incensurati. C’è un po' di orgoglio nazionale e c’è un po' di vergogna nazionale.

È però confortante sapere che esiste un luogo nel quale tanta varietà possa pacificamente coesistere. Un luogo in cui discriminazione e pregiudizio perdono ogni significato, e che non è il paradiso, ma una banca. E ancora più confortante è immaginare quante altre banche in Svizzera e nel resto del mondo seguano il suo esempio.

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Lo status di evasore

Gli eroi del nostro tempo

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