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lunedì 9 febbraio 2015

Un'altra storia italiana

Si ha un bel dire che altrove la nomina di Conte a ct della nazionale sarebbe apparsa inopportuna. Altrove tante altre cose sarebbero apparse inopportune,
a cominciare dalla nomina di quello che lo ha nominato. Ma per la nazionale italiana Conte era, come ha scritto qualcuno, un predestinato.
Gli ingredienti, in effetti, ci sono tutti: la condanna, per la quale continua a proclamarsi innocente, anche se aveva chiesto il patteggiamento (ma in Italia, si sa, gli innocenti di solito chiedono il patteggiamento); la tirata contro i giudici, motivo per cui è stato deferito (ma in Italia, si sa pure, i giudici oltre a essere comunisti sono anche antijuventini); il conflitto di interessi, anche se chiamato a scegliere tra un giocatore del suo stesso sponsor e quello di uno sponsor rivale, per certo non si farà influenzare (come non si fanno influenzare i giornalisti delle tv private quando parlano del loro datore di lavoro). L'accusa di frode sportiva viene adesso a coronare il suo percorso professionale.
Se poi aggiungiamo che ha cominciato la carriera di allenatore quasi calvo ed è giunto all’apice da capellone, sembra proprio di rivedere il famoso opuscolo di una storia italiana ricevuto a suo tempo da tante famiglie. Non c'è dubbio, Conte è l’uomo giusto al posto giusto, ma è soprattutto nel paese giusto.

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