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martedì 17 marzo 2015

Il chiarimento di Lupi

Nonostante non raggiunga le vette di Scajola, il chiarimento di Lupi non è male. Dice il ministro: se avessi saputo del Rolex avrei detto a mio figlio di non accettarlo. Escludendo quindi
l’ipotesi che il figlio abbia tenuto nascosto il prezioso orologio, vuol dire che quando gliel’ha visto al polso e ne ha appreso la provenienza, Lupi ha ritenuto che ormai era troppo tardi per non accettarlo. Solo se Perotti, il donatore, lo avesse informato in anticipo, dicendogli “guarda che ho intenzione di regalare un Rolex a tuo figlio per la sua laurea”, Lupi avrebbe potuto dare il suo saggio consiglio al figlio. Mettiamo il caso, però, che il figlio avesse un giorno notato l’elegante abito del padre e gli avesse chiesto quanto gli fosse costato, Lupi si sarebbe venuto a trovare nuovamente in imbarazzo. Non potendo mentire al figlio, poiché un cattolico praticante non mente, tanto meno al figlio, avrebbe dovuto ammettere che l’abito aveva la stessa provenienza del Rolex rifiutato. Lupi avrebbe quindi dovuto rispondere alla prevedibile domanda che ne sarebbe seguita e spiegare al figlio perché è opportuno rifiutare un Rolex da diecimila euro ma si può invece accettare un abito che molto meno di diecimila euro non deve costare. Cosa avrebbe risposto Lupi è difficile immaginarlo, però sarebbe interessante, e forse pure istruttivo, se adesso, che è in vena di offrire chiarimenti, potesse spiegarlo anche agli italiani.

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