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sabato 14 marzo 2015

Il virus Berlusconi

Tradotto in termini politici spiccioli, il verdetto di assoluzione della Cassazione è stato dal punto di vista dei sostenitori di Berlusconi una specie di finale di coppa dei campioni vinta: avete visto,
avevamo ragione noi a dire che era l’unto del Signore perseguitato dai magistrati deicidi.
Una tesi alla quale, con tutta la buona volontà, non si sa come replicare. Non perché manchino gli argomenti logici (si potrebbe infatti dire che questa assoluzione non cancella la condanna per frode fiscale, nella cui sentenza viene descritto come persona “con spiccate capacità a delinquere”, o che un paio di processi si sono conclusi in seguito alle leggi volute dallo stesso imputato, o che comunque le amicizie con i carcerati Lavitola e Dell’Utri qualcosa significano...), ma perché gli argomenti logici non fanno presa.
Si potrebbe pensare che dietro tale atteggiamento vi sia semplicemente pragmatismo: va bene, sosteneva di non aver mai pagato una donna e invece ne ha pagate a decine; va bene, ha approfittato della politica per consolidare il suo impero economico che era a un passo dall’andare a rotoli; va bene, vizi privati, ma vuoi mettere le pubbliche virtù? Ha fatto riforme epocali che hanno cambiato il volto del paese e oggi grazie a lui l’Italia svetta in tutte le classifiche; ha fatto riforme economiche che hanno dato slancio all’economia e trasformato il paese in uno dei più competitivi al mondo. Invece, nulla di tutto ciò. Ci sono i vizi privati, ma nessuna pubblica virtù. Dati alla mano, nel corso dei governi berlusconiani il paese non ha smesso di indietreggiare in tutti i campi e sotto tutti i punti di vista.  
Rimane aperta una sola spiegazione. Berlusconi è amato a prescindere. Come si ama una squadra di calcio. Ecco, Berlusconi rappresenta la politica trasformata in tifo. Quando tifi per una squadra in fondo non te ne viene niente, la ami a prescindere e non la giudichi, come invece dovrebbe fare un elettore con un politico sulla base di ciò ha fatto o non ha fattoNon smetti di essere tifoso dell’Inter o della Juventus perché la tua squadra si è comprata una partita, ha mancato di sportività o è stata retrocessa in serie B. Continui a tifare per l’Inter o la Juventus a dispetto di tutto e di tutti. Anzi, più si accrescono le accuse, più si rafforza il tifo. E come un rigore inesistente concesso alla propria squadra viene accolto in maniera diversa rispetto a quando viene concesso alla squadra avversaria, allo stesso modo molte sostenitrici di Berlusconi probabilmente non sarebbero state così contente se il protagonista di tali imprese fosse stato il loro compagno o marito.
Col senno del poi, probabilmente Montanelli si sarebbe ricreduto: dal virus Berlusconi non si guarisce. Può tramontare Berlusconi, se non altro per ragioni anagrafiche, ma non il berlusconismo, che anzi i nuovi leader provano a declinare ognuno secondo le proprie inclinazioni. 

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Il virus della stupidità

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