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martedì 31 marzo 2015

Un pensiero per i complottisti

Un pensiero, in questo triste momento, va ai complottisti di tutto il mondo così duramente colpiti dal ritrovamento della scatola nera dell’airbus precipitato.

Non si era ancora concluso il tragico volo, che già diverse teorie di complotto circolavano in rete. Prima di tutto le scie chimiche, un’attività, spiegano gli esperti, che sulle Alpi può rivelarsi assai pericolosa, se non fatale, e, in seconda battuta, il laser chimico, che partendo da Washington può comodamente colpire qualsiasi bersaglio in qualsiasi parte del mondo e anche fuori, compresi quelli che non doveva colpire. Ma anche il coinvolgimento di servizi segreti, Illuminati, Oscurati e altro ancora cominciava a farsi strada.
A molti una tale tempestività potrebbe apparire singolare. Bisogna però sapere che il buon complottista non se ne va a spasso come uno sprovveduto qualunque, ma tiene sempre in saccoccia le sue quattro/cinque teorie di complotto pronte a essere applicate agli avvenimenti. Ed eravamo solo all’inizio. Se si tiene conto di tutto il tempo che ci sarebbe voluto per avanzare ipotesi, incrociare dati, stabilire relazioni con eventi simili, ecc., per un anno come minimo gli addetti ai complotti avrebbero avuto di che lavorare a tempo pieno. Sfortunatamente il ritrovamento della scatola nera, danneggiata dallo schianto ma non abbastanza da poter autorizzare il complotto, li ha di fatto privati di un anno di svago. Un anno di svago che nessuno potrà loro restituire. 


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