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sabato 25 aprile 2015

Dopo un raccolto ne viene un altro

La domanda posta dal sondaggio è: sono ancora attuali i valori della Resistenza? 
Il 36 % dice di sì. Il 58 risponde negativamente. Il 6 è andato.
La Resistenza è stata guerra di liberazione, guerra per la libertà. Questo è il valore che si celebra il 25 aprile. Si parla spesso di retorica in queste occasioni, ma non c'è nulla di retorico nel festeggiare la libertà, poiché non si celebra un reperto imbalsamato del passato, bensì una cosa viva, che come tutte le cose vive ha bisogno di cure giornaliere. Anche perché a minacciarla ci sono oggi strumenti più sottili e più subdoli dei fucili e dei carri armati.


In sostanza, è come se dietro alla domanda del sondaggio se ne celasse un'altra: ritiene ancora attuale essere un uomo libero e poter pensare con la sua testa? 
Letta in questo modo, se solo il 36% risponde affermativamente, viene il dubbio che buona parte del rimanente 64 semplicemente non sappia quali siano i valori della Resistenza. 
Difficile dire se sia più rassicurante una maggioranza di cittadini che non sa più che farsene della libertà o una maggioranza che ignora da dove venga e quanto sia costata. 
Solo mi vengono in mente le parole pronunciate da Alcide Cervi in occasione dei funerali dei suoi sette figli: “dopo un raccolto ne viene un altro”. Ebbene, quello di oggi mi sembra un ben magro raccolto.

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