.

.

domenica 5 aprile 2015

Il poeta maledetto

Anche Bondi se ne va. Un’epoca finisce. Nelle foto di gruppo del partito non vedremo più il suo volto mansueto da carmelitano scalzo spiccare tra le espressioni grifagne dei suoi colleghi.
Forza Italia perde pure un poeta. Un bardo della libertà che nelle sue composizioni brevi ha saputo fare necessità della litote (dalla "velata verità" di Dell'Utri alla "morta memoria" di Gianni Letta), trovandosi nell’impervio terreno di rappresentare in versi colleghi molto più adatti alla prosa. Alla prosa dei verbali giudiziari, voglio dire.
Toti, il nuovo factotum di Berlusconi, lo liquida come “vernice vecchia”, che a molti è sembrato un modo trattenuto per non dargli proprio della “scarpa vecchia”. E lo stesso Berlusconi, a cui buona parte della produzione poetica è stata dedicata, non solo non lo ricambia nemmeno con una parola di conforto, ma gli intima pure di tacere. Insomma, Bondi, entrato in quella che fu la casa della libertà da tardo neopascoliano, ne esce da poeta maledetto. Nel senso letterale del termine.

Link:

Corsi e ricorsi giudiziari

Il nuovo lavoro di Scajola

Un'altra storia italiana

Nessun commento:

Posta un commento