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martedì 28 aprile 2015

Il terzo segreto di Grillo

Alla faccia della trasparenza, verrebbe da dire. Oltre che della democrazia diretta. L’anno scorso, a distanza di un anno dai fatti, Grillo aveva informato gli altri “uno”
di uno strano incontro all’ambasciata inglese che sapeva di complotto. Adesso, a distanza di due anni, li mette al corrente del fatto che Bersani gli chiese una dozzina di senatori per governare. Il prossimo anno magari svelerà il terzo segreto, Napolitano gli aveva offerto il ministero della marina mercantile o il papa era il vero autore dell’appello degli intellettuali.
Il mistero più grande, però, è nella postilla che segue il ricordo. “Se lo avessi fatto ci saremmo rovinati”, dice Grillo (e chi vuole notare il primo pronome personale, lo noti). Ma in che senso si sarebbero rovinati?

Visto che usa il condizionale, vuol dire che la “rovina” alla quale fa riferimento è stata scongiurata. Non doveva consistere, dunque, nei quattro milioni di voti persi dal suo partito. Né nelle leggi approvate in questi due anni, che tanto lo hanno fatto andare in escandescenze. E nemmeno in Renzi al governo, contro il quale pure blatera ogni giorno. 
Forse quando svelerà il terzo segreto, chiarirà anche questo punto.

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