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giovedì 9 aprile 2015

Il vuoto di memoria

Il problema, a ben guardare, non è Salvini. In vent’anni e passa, dai leader leghisti abbiamo sentito uscite ben più truculente di quella di Salvini sui campi rom. Probabilmente,
una volta al governo, Salvini non farebbe cose molto diverse da quelle che abbiamo visto fare ai suoi colleghi Bossi e Calderoli: un falò di vecchie scartoffie, un sorso d’acqua del Po, un raduno in costume vikingo… insomma, un po’ di teatro e qualche sceneggiata.
Il problema è un altro, ed è ben più grande della sparata quotidiana di Salvini. Il problema è che ci sono tre/quattro milioni di italiani che la pensano come lui e sono pronti a votarlo. Più precisamente, il problema è che tre/quattro milioni di italiani in meno di due anni hanno dimenticato che la Lega al governo c’è già stata, e non di passaggio, e ha concorso attivamente al dilagare dell’illegalità. Campi rom inclusi.
Salvini non vuole ricordare, perché non ha interesse a ricordare, gli altri tre/quattro milioni, che invece l’interesse ce l’avrebbero, non sanno ricordare. Ecco l’aspetto veramente inquietante.


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