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lunedì 18 maggio 2015

L'arguto Polito

In un fondo sul Corriere l’arguto Polito si domanda come mai non sia arrivato da parte degli intellettuali alcun appello a difesa della libertà di espressione di Salvini.
Sappiamo che Polito ci tiene ad apparire fuori dal coro e a dimostrare indipendenza di pensiero, ma in questa occasione, reputando minacciata la libertà di espressione di uno che sta dalla mattina alla sera in tv, dimostra anche molta fantasia.  
Riguardo alle contestazioni della piazza, l’unico appello ragionevole – ma per questo non c’è bisogno di scomodare gli intellettuali, lo può fare chiunque, anche un giornalista del Corriere – sarebbe quello di non rispondere alle provocazioni. Perché Salvini sulle provocazioni ci campa, ci ha costruito il suo brand. D’altronde, la propaganda dell’odio per essere ben rappresenta ha bisogno di un nemico visibile da additare. Chi eccede nelle contestazioni non ha capito che se Salvini non trovasse nessuno, probabilmente andrebbe a bussare alla loro porta.

Ma forse la libertà di Salvini, come traspare dall’impostazione vagamente sarcastica dell’articolo, è un pretesto per dare addosso agli intellettuali. Coraggiosamente l’arguto Polito non scrive i nomi, ma non serve grande scienza per capire a chi si stia rivolgendo. Quelli che firmano appelli sono quelli che a turno si prendono gli strali di Grillo e le ironie di Renzi e dei suoi ministri. Un bersaglio facile, insomma, per raccogliere simpatie a buon mercato a 360 gradi passando pure per giornalista indipendente.

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2 commenti:

  1. La provocazione che cade nel silenzio o nella piazza deserta è un modo efficace di bloccare e vanificare la provocazione stessa, ma spesso la risposta popolare contestataria è incontenibile, tanto più se la provocazione è reiteratamente esasperante e questo la "vittimasalvini" lo sa bene!
    Quanto alla presunta difesa della libertà di espressione ostentatamente equidistante, non ci casca nessuno o quasi!!
    Saluti
    Fata C

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    Risposte
    1. eh sì, la bravura - chiamiamola bravura - del provocatore consiste proprio nel far leva sull'emozione e sullo sdegno popolare. ciao

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