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mercoledì 20 maggio 2015

Un tram chiamato Partito Democratico

Che tra Renzi e De Luca non ci fosse feeling, si era già capito. Si somigliano troppo. Hanno la stessa idea di partito, quella, per usare l’espressione di Mattei,
di un tram in cui salire per arrivare a destinazione. Tra i tanti slogan del sindaco di Salerno ce n’è uno significativo: oltre i partiti. Ciò vuol dire che se vince, pretenderà di aver vinto da solo. Perché allora il segretario-premier ha lasciato che diventasse il candidato del PD? Per paura di perdere. È chiaro. Se avesse escogitato un modo per estrometterlo, De Luca si sarebbe candidato lo stesso con una lista sua e la sconfitta per il PD sarebbe stata certa. Renzi ha dunque pensato che sostenerlo fosse il male minore. Poi sono spuntati gli impresentabili, non che De Luca fosse presentabilissimo, ma sono spuntati quelli che fanno proprio rabbrividire. I candidati horror. E Renzi ha capito che non solo se vince, De Luca pretenderà di aver vinto da solo, ma che a lui resterà il ritorno di immagine dell’allegra brigata portata in consiglio regionale. A questo punto nella mente del segretario-premier dev’essersi fatto strada il pensiero opposto, e cioè che se De Luca perde, perde da solo.

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