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sabato 16 maggio 2015

Un uovo per Salvini

Ogni tanto anche Salvini formula un’idea intelligente. “I centri sociali fanno comodo a qualcuno”, dice. Ha ragione, e questo qualcuno è proprio lui. Se un uovo di tanto in tanto
può essere il benvenuto, a condizione che si tratti, se non di uovo dei cento anni cinese, di uovo che abbia almeno oltrepassato di un paio di settimane la scadenza e a condizione pure che chi lo lancia abbia una mira degna delle intenzioni, lo stesso non si può dire delle proteste che accompagnano ogni suo comizio.

Innanzi tutto, questo tipo di contestazione, se sono veri i numeri forniti da Alfano, è un passatempo troppo costoso, tanto più che va a sommarsi a quanto, tra contributi e furti, ci è già costata la Lega. In secondo luogo, perché fornisce ai suoi comizi una cornice di grande pubblico che non hanno. Ma soprattutto perché assicura a ogni tappa della campagna elettorale di Salvini la prima pagina di tutti i quotidiani e i telegiornali nazionali e locali, una specie di telecronaca dei suoi spostamenti minuto per minuto che finisce col dargli una notorietà che, ahimè, per una parte significativa dell’elettorato è condizione sufficiente per esprimere la propria preferenza.

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