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mercoledì 24 giugno 2015

Ignoranti di tutto il paese, unitevi!

Qualche anno fa Tremonti, che credeva o a al quale avevano fatto credere di poter diventare uno dei capi, se non il capo, della Lega, nel corso di un comizio a Bologna
affiancato da pezzi grossi del partito se ne uscì con una frase memorabile: noi siamo quelli che non hanno mai letto un libro. Se allora dalla piazza si levarono applausi fu probabilmente perché i presenti prendevano le parole dell’ex ministro come una sorta di omaggio alla propria ignoranza, non perché le reputassero vere. Anche il pubblico leghista, infatti, che pure non brilla, come il gorilla di De André, né per lo spirito né per il gusto, sapeva bene che Tremonti di libri deve averne letti tanti e ne ha pure scritti, e il suo null’altro voleva essere se non un innocente e un po' goffo tentativo di captatio benevolentiae.
Oggi il nuovo leader non ha di questi problemi. Condividendo la stessa ignoranza del suo pubblico, ne parla la lingua ed è immediatamente comprensibile. Non ha bisogno di studiare frasi a effetto, gli vengono spontanee. Se si mettesse per iscritto un suo discorso e lo si confrontasse con quello pronunciato al bar di quartiere da uno dei tanti vichinghi cornuti o ruspodotati che stanno ai piedi del palco durante i suoi comizi, nessuno saprebbe dire questo è di Salvini e questo del vichingo cornuto o ruspodotato. Probabilmente nemmeno lo stesso Salvini.

Alcuni commentatori politici, forse per deformazione professionale o forse timorosi di confluire nella più vasta categoria dei disoccupati, persistono nel proporre chiavi interpretative del crescente consenso riscosso da Salvini. Così un giorno il leader leghista da voce al disagio delle periferie, un altro ai piccoli imprenditori schiacciati dal fisco, ecc. Ma se vogliamo prendere atto della realtà e dire pane al pane, Salvini da voce soprattutto all’ignoranza. Non credo, dicendo ciò, di rischiare di offendere qualcuno. L’ignoranza non solo è stata sdoganata, ma è diventata trendy, tanto da costringere chi invece i libri li legge (come nell’apologo di Tremonti) a ripudiarli pubblicamente. Non ci troverei nulla di sorprendente se nelle future competizioni elettorali il faccione da mantenuto di Salvini fosse accompagnato da slogan come: “l’ignorante autentico vota Salvini” o “ignoranti di tutto il paese, unitevi”.


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La nuova destra

La versione di Salvini

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