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martedì 30 giugno 2015

Il pubblico di Ballarò

C'era una volta il pubblico di Ballarò che riversava applausi sui rappresentanti democratici, Fassino incluso, e ostentava silenzi di piombo, se non veri e propri rumoreggiamenti,
agli inviati dell'Arcinemico, che più o meno disinvoltamente provavano ad arrampicarsi sugli specchi. Oggi, invece, quello stesso pubblico fissa allibito le quote rosa e le quote azzurre del PD, che si succedono sulla scomoda poltrona, come se fossero alieni appena sbarcati su questo pianeta, e come alieni quelli si comportano, cercando senza speranza di successo una lingua che risulti comprensibile a quelle facce dubbiose. Gli applausi, e sono applausi scroscianti, questo pubblico li riversa a quelli che parlano dopo. Non importa cosa dicano e da dove provengano. Che parlino di solidarietà o di razzismo, che si rifacciano all'estrema destra, all'estrema sinistra o all'oltre, che siano ricette o slogan, opinioni con un filo di logica o baggianate pure e semplici, che dicano tutto o il contrario di tutto, gli applausi si levano liberatori a riempire puntualmente lo studio. Sarà pure un pubblico che fotografa la volatilità dell'elettorato, ma l'impressione è che sia, ancor prima, un pubblico sull'orlo di una crisi di nervi.

Link:

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