.

.

martedì 9 giugno 2015

Il sosia di Maroni

A leggere i giornali, la notizia sarebbe strana. In sostanza, Maroni attaccherebbe il governo perché sugli immigrati adotta i criteri che lui stesso da ministro degli interni aveva stabilito
e perché dice le stesse cose che diceva lui da ministro.
Ma siccome, sentendo poi le sue dichiarazioni, si deduce che questo Maroni non si è mai occupato di immigrati, il ministro che nel filmato del 2011 chiede la solidarietà delle regioni dai banchi del governo deve essere il suo sosia. 
Ma non solo, questo Maroni si spinge ancora più in là. Reclama una politica più forte del governo a livello europeo. Laddove il suo sosia non batté ciglio quando il governo del quale faceva parte, approvò nel 2003 il Regolamento di Dublino, non rendendosi conto, nonostante sulla materia ci abbia campato per decenni, che in quel modo l’impatto del flusso migratorio si sarebbe scaricato interamente sui paesi di confine, e in primo luogo sull’Italia, trasformandola in una specie di territorio cuscinetto tra Europa del Nord e Africa e portandola alla lunga a una situazione insostenibile. Un capolavoro di lungimiranza, insomma.
Ora, se ci sono molti aggettivi per definire un politico coi trascorsi del sosia di Maroni, per definire quelli che ancora dicono “ha ragione Maroni” la scelta si riduce di  molto.

Link:

Nessun commento:

Posta un commento