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sabato 20 giugno 2015

La simpatia della presidente della Camera

In questa prima parte di legislatura la presidente della Camera si è affermata come bersaglio preferito del populismo grillo-leghista.
Basta visitare qualche forum o qualche pagina facebook per trovare indirizzati alla sua persona apprezzamenti che ci si vergogna anche a leggere.
La Boldrini ispira obiettivamente poca simpatia. Sarà che nella sua precedente occupazione non avrà sicuramente incontrato molte occasioni di sorridere, ma che la sua espressione velata di cupezza non favorisca l'empatia è un dato di fatto.
Serve a poco ricordare che una carica istituzionale esige una certa serietà, sia perché quella della Boldrini è qualcosa di diverso, somiglia più al cruccio, o perlomeno come tale viene percepito, sia perché in un paese educato a pane e barzelletta, dove buffoni di prima grandezza hanno occupato le massime cariche di governo e di partito, ci sono altre aspettative.
Tanto comunque è bastato all'immaginario popolare per eleggerla a simbolo dell'odiata casta, sebbene, a differenza per esempio di un Salvini o dei suoi amici di partito, abbia sempre lavorato e non abbia mai utilizzato fondi pubblici per comprare lauree ai figli o mutande verdi.
Tutto ciò non toglie, però, che vederla bisognosa di portarsi dietro un'assistente che le ricordi di sorridere, sia una cosa decisamente triste. Triste per la sinistra, voglio dire.

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