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giovedì 18 giugno 2015

Lo spettro greco

Ammettiamo pure che FMI, UE e BCE abbiano ragione a definire dilettanti e incapaci Tsipras e Varoufakis, ma dov’erano quando l’ex premier Karamanlis (centrodestra)
s’impegnava ad acquistare sommergibili, carri armati e armi per più di quattro miliardi di euro? Lo reputavano forse un professionista capace? Loro che sono così attenti nel vigilare sugli aumenti delle pensioni e sui costi della sanità pubblica greca, dov’erano quando quel governo stanziava per armamenti una somma che in percentuale pil era seconda solo a quella degli Stati Uniti? Il FMI, oggi così intransigente, teneva allore forse conto del fatto che i venditori erano la Germania e la Francia di Sarkozy, al quale la direttrice Lagarde soleva scrivere “usami come vuoi”?
E dov’era il ministro delle finanze tedesco, scrupoloso censore degli sprechi dei greci, quando le multinazionali del suo paese versavano tangenti milionarie ai politici ellenici per favorire quegli acquisti?
E dov’erano poi tutti gli economisti che dalle colonne dei più autorevoli giornali europei predicano il verbo neoliberista che per ogni malattia ha trovato lo stesso miracoloso rimedio, taglio delle pensioni e riforma del mercato del lavoro?
Dov'erano?
Può darsi che dall’abbandonare una simile compagnia la Grecia abbia tutto da perdere, può darsi, ma quel che è certo è che insieme a loro non ha niente da guadagnare.

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2 commenti:

  1. A parte la confusione tra il termine neoliberista e (quello esatto) neocapitalista, l'articolo è splendido e inoppugnabile. Complimenti...

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  2. Concordo con il primo commento e condivido nei social!

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